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	<title>ANPI Colle Val d&#039;Elsa &#187; Memorias &#8211; diario di bordo</title>
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		<title>4. Dolores</title>
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		<pubDate>Tue, 26 May 2015 21:49:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>anpicolle</dc:creator>
				<category><![CDATA[Memorias - diario di bordo]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; * Un giorno, la vita mi colpì così forte che mi insegnò a resistere. Dolores Ibárruri, la Pasionaria]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/1HmOslWmCN8?rel=0&amp;controls=0&amp;showinfo=0" height="315" width="560" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>*</p>
<p><em>Un giorno, la vita mi colpì così forte che mi insegnò a resistere.</em></p>
<p>Dolores Ibárruri, la Pasionaria</p>
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		<title>3. Venti del popolo</title>
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		<pubDate>Sat, 09 May 2015 17:50:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>anpicolle</dc:creator>
				<category><![CDATA[Memorias - diario di bordo]]></category>

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		<description><![CDATA[La figura di Miguel Hernandez è imprescindibile per chiunque abbia avuto a che fare con l’impegno antifascista nella guerra civile spagnola. Pastore, poeta, cantore degli ultimi e dell’orgoglio di una Repubblica fatta non di sigle e cerimoniali, ma di lavoratori, soldati, fabbriche, campi e trincee. La sua poesia Vientos del pueblo divenne il canto dell’orgoglio [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-large wp-image-507" alt="mh_plaza_sije_g" src="http://www.anpicollevaldelsa.it/wp-content/uploads/2015/05/mh_plaza_sije_g-695x1024.jpg" width="695" height="1024" /></p>
<p style="text-align: justify;">La figura di Miguel Hernandez è imprescindibile per chiunque abbia avuto a che fare con l’impegno antifascista nella guerra civile spagnola. Pastore, poeta, cantore degli ultimi e dell’orgoglio di una Repubblica fatta non di sigle e cerimoniali, ma di lavoratori, soldati, fabbriche, campi e trincee.</p>
<p style="text-align: justify;">La sua poesia <a href="http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?lang=it&amp;id=226#agg11854"><strong>Vientos del pueblo</strong></a> divenne il canto dell’orgoglio repubblicano nella guerra civile, un’ode alla Spagna e al coraggio di coloro che combattono per la propria libertà. Nel 1970, più di trent’anni dopo, al di là dell’oceano alcuni dei suoi versi risuonarono dalla chitarra di Victor Jara, un altro cantore degli ultimi, poi torturato e ucciso dai militari di Pinochet.</p>
<p style="text-align: justify;">Miguel Hernandez morì in prigione nel 1942, dopo esserne entrato e uscito diverse volte a partire dal 1939, quando i franchisti presero il potere in Spagna. Prima condannato a morte, poi a trent’anni (per le pressioni di diversi intellettuali) fu trasferito da un carcere all’altro, fino a che non si ammalò di bronchite, tifo e tubercolosi. Scrisse i suoi ultimi versi sul muro della cella:</p>
<p><em>Addio fratelli, compagni, amici.</em><br />
<em>Congedatemi dal sole e dal grano.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Il giorno esatto della morte è il 28 marzo 1942. Precisamente due anni dopo, in provincia di Siena, sul Montemaggio, i fascisti trucidarono 19 partigiani. Nessuna rivelazione, o pretesa di significato nascosto, dietro questo accostamento. Semplicemente una coincidenza di date che unisce, per puro caso, due ferite e due simboli.</p>
<p style="text-align: justify;"> La prima proiezione di <strong>Memorias</strong> sarà a Montemaggio, durante il Festival Resistente, la sera del 30 maggio.</p>
<p style="text-align: justify;">//</p>
<p><em>Se muoio, che muoia</em><br />
<em>con la testa ben alzata</em><br />
<em>Morto e venti volte morto,</em><br />
<em>la bocca contro la gramigna,</em><br />
<em>avrò i denti stretti</em><br />
<em>e la barba precisa.</em></p>
<p><em>Cantando aspetto la morte</em><br />
<em>poiché ci sono usignoli che cantano</em><br />
<em>sulla punta dei fucili</em><br />
<em>e in mezzo alle battaglie. </em></p>
<p>(da Vientos del pueblo, Miguel Hernandez)</p>
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		<title>2. Ni un paso atrás</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Dec 2014 10:14:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>anpicolle</dc:creator>
				<category><![CDATA[Memorias - diario di bordo]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; La prima cartella si chiamava Brigadas, perché mancava un titolo e l&#8217;unica cosa che si sapeva era che il documentario avrebbe parlato delle Brigate Internazionali. Poi il nome è cambiato in Memorias e così è rimasto quasi fino ad oggi. Il primo file si chiamava Brigadas, per le stesse ragioni scritte qui sopra; il [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.anpicollevaldelsa.it/wp-content/uploads/2014/12/Foto-22-81.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-358" alt="Brigadas Internacionales" src="http://www.anpicollevaldelsa.it/wp-content/uploads/2014/12/Foto-22-81.jpg" width="744" height="568" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">La prima cartella si chiamava <em>Brigadas</em>, perché mancava un titolo e l&#8217;unica cosa che si sapeva era che il documentario avrebbe parlato delle Brigate Internazionali. Poi il nome è cambiato in <em>Memorias</em> e così è rimasto quasi fino ad oggi. Il primo file si chiamava <em>Brigadas</em>, per le stesse ragioni scritte qui sopra; il secondo si chiamava <em>Fragmentos</em>, e così il terzo e il quarto: lo stesso nome e una data diversa attaccata in fondo. Poi è nato <em>Construyendo la memoria</em> che doveva servire a riorganizzare il materiale in altra forma. Il sesto file è stato chiamato <em>Supernova</em>, per dire che si era di fronte a un cambio di passo definitivo; accanto a <em>Supernova</em> è nato <em>Basement</em>, lo scantinato in cui buttare (depositare) scene e immagini che andavano bene per <em>Fragmentos</em>, ma che non tornavano per <em>Memorias</em>. E da qui è scattata la guerra di posizione che si è portata avanti per più di un anno: bassa intensità di fuoco ma alto (qualche volta altissimo) rischio di stasi. Allora il settimo file è stato chiamato <em>Ni  un paso atrás</em> e alla fine, visto che non si poteva più tornare indietro, il documentario ha trovato la sua strada.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi il premontato è finito, quel che verrà dopo non sarà più difficile del lavoro già fatto.</p>
<p style="text-align: justify;">Per lo meno questo è l&#8217;augurio di (e su) <strong>Memorias</strong> per il nuovo anno.</p>
<p style="text-align: justify;"><i>Salud e buon anno!</i></p>
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		<title>1. Sanguinano anche gli ulivi</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Nov 2013 23:43:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>anpicolle</dc:creator>
				<category><![CDATA[Memorias - diario di bordo]]></category>

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		<description><![CDATA[Settantasette anni fa, giorno più giorno meno, le Brigate Internazionali facevano la loro comparsa a Madrid. Il racconto, sentito ormai molte volte e da voci sempre diverse, conserva in tutti gli stessi particolari. Madrid è assediata; Madrid è minacciata dalle truppe dei ribelli golpisti; da nord, il generale Mola intende risolvere la conquista in pochi [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Settantasette anni fa, giorno più giorno meno, le Brigate Internazionali facevano la loro comparsa a Madrid. Il racconto, sentito ormai molte volte e da voci sempre diverse, conserva in tutti gli stessi particolari.</p>
<p>Madrid è assediata; Madrid è minacciata dalle truppe dei ribelli golpisti; da nord, il generale Mola intende risolvere la conquista in pochi giorni.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal quartier generale di Albacete, coordinati da Luigi Longo, vengono spediti a Madrid i primi contingenti di volontari antifascisti. Gli Internazionali sfilano a passo marziale per le vie del centro, perfettamente inquadrati con armi più o meno rimediate. Qualcuno (specie tra gli europei) ha fatto la prima guerra mondiale; i più hanno imparato a sparare nei pochi giorni di addestramento ad Albacete. Non di meno, l&#8217;effetto è dirompente: un esercito internazionale, di diversi colori, divise ed elmetti e con i fucili carichi è il primo segno di riscossa contro il fascismo che sta dilagando in Europa e oltre. I madrileni che assistono alla scena &#8211; una folla enorme - tirano il fiato ed esultano. Qualcuno, preso dall&#8217;entusiasmo, si confonde nella babele di idiomi e  grida: &#8220;Viva i russi!&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Da parte repubblicana, la direttiva è semplice e drammatica: evacuare Madrid, difendere Madrid. Eppure la popolazione è stremata, per quanto decisa a combattere. Il governo si sposta a Valencia, a presidiare la città resta la Junta de Defensa, appena formata. Con malcelata soddisfazione, nei quartieri dei ricchi, si preparano a festeggiare l&#8217;entrata trionfale delle truppe degli ufficiali ribelli. I fascisti sono in vena di spacconate da grand&#8217;uomini: il generale Mola telefona in un ristorante della capitale e prenota un tavolo: tanto, pensa, è questione di poco.</p>
<p style="text-align: justify;">In tutto questo, la parole che per prime mi tornano alla mente sono quelle che mi disse qualche anno fa, giusto all&#8217;inizio delle riprese di <em>Memorias</em>, Universo Lípiz, volontario cubano delle Brigate Internazionali, poi partigiano in Francia, deportato e sopravvissuto a Dachau, infine combattente in Playa Girón. Eravamo nella hall di un albergo di Sitges, in Catalogna, che ospitava i veterani delle Brigate Internazionali nei giorni dell&#8217;anniversario della <em><a href="http://www.brigadasinternacionales.uclm.es/catalogo-digital/despedida-de-las-brigadas-internacionales" target="_blank">despedida</a>. </em>L&#8217;intervista era conclusa: Universo, seduto e quasi sdraiato sul divano sintetico, alzò le mani strette a pugno, poi con l&#8217;indice tagliò l&#8217;aria tra me e lui riprese a parlare: &#8220;Tu sai che l&#8217;odio è un sentimento. Ma l&#8217;odio di cui ti parlo io non è un sentimento: è qualcosa di reale che puoi sentire e toccare con le mani. E&#8217; quella cosa che non ti permette di stare fermo a guardare. Vorrei che questo lo capiste bene: non era l&#8217;odio per l&#8217;odio. Era l&#8217;odio come una necessità storica&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Al quartiere universitario e alla Casa de Campo si combatte palazzo per palazzo, qualche volta piano per piano. Insieme alla popolazione e alle forze dell&#8217;Esercito popolare, le Brigate Internazionali fanno da scudo all&#8217;attacco e respingono il nemico fuori dalla cintura della città. Le truppe dei golpisti ripiegano sconfitte oltre la linea del fronte. Né riescono a prenderla nelle settimane successive, nonostante ripetute offensive e bombardamenti terroristici sulla popolazione civile da parte dell&#8217;aviazione nazista. Le Brigate subiscono drammatiche perdite, ma sono d&#8217;esempio a tutti gli altri: il loro contributo è rilevante, spesso decisivo, in ogni battaglia per la difesa della capitale.<br />
I franchisti non prenderanno Madrid che nel 1939, a guerra finita.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>F.</em></p>
<p style="text-align: justify;">/</p>
<p style="text-align: justify;">[colonna sonora]<em><br />
</em><em>Christy Moore – “‪Viva la Quinta Brigada&#8221; ‬</em></p>
<p><iframe width="500" height="281" src="http://www.youtube.com/embed/xQbXO828Vio?feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Ten years before I saw the light of morning</em><br />
<em>A comradeship of heroes was laid</em><br />
<em>From every corner of the world came sailing</em><br />
<em>The Fifteenth International Brigade</em></p>
<p><em>They came to stand beside the Spanish people</em><br />
<em>To try and stem the rising fascist tide</em><br />
<em>Franco&#8217;s allies were the powerful and wealthy</em><br />
<em>Frank Ryan&#8217;s men came from the other side</em></p>
<p><em>Even the olives were bleeding</em><br />
<em>As the battle for Madrid it thundered on</em><br />
<em>Truth and love against the force of evil</em><br />
<em>Brotherhood against the fascist clan</em></p>
<p><em>Chorus:</em><br />
<em>Viva la Quinte Brigada</em><br />
<em>&#8220;No Pasaran&#8221;, the pledge that made them fight</em><br />
<em>&#8220;Adelante&#8221; is the cry around the hillside</em><br />
<em>Let us all remember them tonight</em></p>
<p><em>Bob Hilliard was a Church of Ireland pastor</em><br />
<em>Form Killarney across the Pyrenees he came</em><br />
<em>From Derry came a brave young Christian Brother</em><br />
<em>Side by side they fought and died in Spain</em></p>
<p><em>Tommy Woods age seventeen died in Cordoba</em><br />
<em>With Na Fianna he learned to hold his gun</em><br />
<em>From Dublin to the Villa del Rio</em><br />
<em>Where he fought and died beneath the blazing sun</em></p>
<p><em>Viva la Quinte Brigada</em><br />
<em>&#8220;No Pasaran&#8221;, the pledge that made them fight</em><br />
<em>&#8220;Adelante&#8221; is the cry around the hillside</em><br />
<em>Let us all remember them tonight</em></p>
<p><em>Many Irishmen heard the call of Franco</em><br />
<em>Joined Hitler and Mussolini too</em><br />
<em>Propaganda from the pulpit and newspapers</em><br />
<em>Helped O&#8217;Duffy to enlist his crew</em></p>
<p><em>The word came from Maynooth, &#8220;support the Nazis&#8221;</em><br />
<em>The men of cloth failed again</em><br />
<em>When the Bishops blessed the Blueshirts in Dun Laoghaire</em><br />
<em>As they sailed beneath the swastika to Spain</em></p>
<p><em>Viva la Quinte Brigada</em><br />
<em>&#8220;No Pasaran&#8221;, the pledge that made them fight</em><br />
<em>&#8220;Adelante&#8221; is the cry around the hillside</em><br />
<em>Let us all remember them tonight</em></p>
<p><em>This song is a tribute to Frank Ryan</em><br />
<em>Kit Conway and Dinny Coady too</em><br />
<em>Peter Daly, Charlie Regan and Hugh Bonar</em><br />
<em>Though many died I can but name a few</em></p>
<p><em>Danny Boyle, Blaser-Brown and Charlie Donnelly</em><br />
<em>Liam Tumilson and Jim Straney from the Falls</em><br />
<em>Jack Nalty, Tommy Patton and Frank Conroy</em><br />
<em>Jim Foley, Tony Fox and Dick O&#8217;Neill</em></p>
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		<title>0. La patria è lontana</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Aug 2013 16:39:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>anpicolle</dc:creator>
				<category><![CDATA[Memorias - diario di bordo]]></category>

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		<description><![CDATA[Abbiamo cominciato a girare Memorias cinque anni fa, in occasione della celebrazione degli ultimi reduci delle Brigate Internazionali a Barcellona. La storia che volevamo raccontare era quella di tre antifascisti colligiani che, in tempi e modi diversi, avevano partecipato alla guerra civile spagnola: Leo Franci, Orazio Marchi e Giordano Bruno Giachi. Oggi siamo più vicini [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Abbiamo cominciato a girare <em>Memorias</em> cinque anni fa, in occasione della celebrazione degli ultimi reduci delle Brigate Internazionali a Barcellona. La storia che volevamo raccontare era quella di tre antifascisti colligiani che, in tempi e modi diversi, avevano partecipato alla guerra civile spagnola: <strong>Leo Franci</strong>, <strong>Orazio Marchi</strong> e <strong>Giordano Bruno Giachi</strong>. Oggi siamo più vicini all&#8217;arrivo; ma, tutto sommato, non <em>così</em> vicini. Manca ancora l&#8217;ultimo miglio, quel che resta da percorrere affinché queste tre brevi biografie riescano ad emergere nel mezzo di un flusso che, col tempo, è cresciuto oltre misura, ha preso direzioni impreviste e invaso territori molto diversi da quelli di partenza. In effetti, il titolo già prevedeva tutto: <em>memorias</em>, al plurale, come somma delle tre memorie individuali e di quella, anche più problematica e meno tangibile, storica collettiva; mai, come in questo caso, tanto conflittuale, spezzata, misconosciuta. La Spagna, oggi, vive in una specie di equivoco politico-temporale: non a caso si dice che la transizione dal franchismo alla democrazia sia stata fatta sacrificando il tema della memoria storica: non è propriamente un dettaglio, per una nazione che convive con la presenza di circa duemila fosse comuni di militanti antifascisti e con le centinaia di tonnellate di marmo e ferro che compongono il Valle de los Caidos, mausoleo del dittatore Francisco Franco e del capo della Falange Spagnola José Antonio Primo de Rivera.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutta questa roba, insomma, è ancora sul tavolo; noi stiamo solamente provando a dargli forma organica. Cinque anni di elaborazione, per quanto discontinua, vogliono dire parecchio materiale: decine di ore di interviste e di girato in esterni; materiale raccolto in archivio in Spagna, in Italia, negli istituti storici, nei centri di documentazione, nei circoli ricreativi e anche semplicemente per la strada.<br />
In tutto questo tempo, siamo riusciti a dare qualche piccolo segno di vita: così sono nate le sessioni di <em>Fragmentos</em>, tappe di avvicinamento a <em>Memorias</em> in cui si mischiavano, in ardimentosi esperimenti live,  immagini, suoni e associazioni tematiche. <em>Fragmentos</em>, se non sbaglio, è andato in scena tre volte; non ce ne sarà una quarta fin quando anche <em>Memorias</em> non sarà uscito. Conviene combattere, come si dice, su di un fronte solo. A battaglia finita, magari torneremo a festeggiare dal vivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Girare <em>Memorias</em> ha voluto dire entrare in contatto con qualche decina di persone: le maggior parte di grande sensibilità, molti di grande valore morale, come i familiari delle vittime del franchismo e, soprattutto, i reduci delle Brigate Internazionali, primi a scontrarsi contro il fascismo internazionale e a segnare, con il loro esempio, un precedente storico di inaudito coraggio.<br />
(Poi c&#8217;è stato anche qualche incontro abietto -  i fascisti lo sono sempre &#8211; ma ne parleremo in  altri momenti, sempre che ne valga la pena)</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda lo stato dell&#8217;arte, siamo a questo: un&#8217;ultima intervista, forse due, e potremmo finire riprese e montaggio; stiamo scrivendo la traccia per la voce narrante e scaldando la strumentazione per la colonna sonora. Inauguriamo il <em>diario di bordo</em> anche perché vi vorremmo aggiornare periodicamente sullo sviluppo dei lavori. Se tutto va bene, i mesi dell&#8217;anno che restano da  scontare potrebbero portare positive sorprese.<br />
E intanto questo era il numero zero.<br />
Alla prossima.</p>
<p> <em>F.</em></p>
<p>/</p>
<p>[colonna sonora]<em><br />
</em> <em>Ernst Busch &#8211; &#8220;‪Die Thälmann Kolonne&#8221;/Inno della Brigata Thälmann ‬</em></p>
<p><iframe width="500" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/2CZgXSAAhis?feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Die Heimat ist weit, doch wir sind bereit.</em><br />
<em> Wir kämpfen und siegen, für dich: Freiheit!</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>La patria è lontana, però noi siamo pronti lo stesso</em><br />
<em> Noi lottiamo e vinciamo. Per te: Libertà!</em></p>
]]></content:encoded>
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