— ANPI Colle Val d'Elsa

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maxresdefault-1Ci è appena giunta la triste notizia della scomparsa di Vittorio Meoni, ex Presidente Provinciale dell’ANPI e dell’Istituto Storico della Resistenza Senese, Partigiano combattente e sopravvissuto all’Eccidio di Montemaggio del 28 marzo 1944. Vittorio è stato un protagonista della storia, della politica e dell’impegno civile della nostra provincia e del nostro Paese ma, soprattutto, è stato colui che ha saputo e voluto tramandare la memoria e raccontare dei tragici eventi e della rinascita del nostro Paese, soprattutto ai più giovani. Tutti gli amici dell’ANPI della Valdelsa portano con sé un ricordo personale di Vittorio, degli innumerevoli incontri a cui ha partecipato. Di certo, non sarà possibile dimenticare la forza che ha sempre accompagnato le sue parole e i suoi occhi sempre accesi.

Il Coordinamento delle Sezioni ANPI della Valdelsa vi invita a portare un ultimo saluto alla Camera ardente che sarà allestita domani giovedì 17 agosto alle Stanze della Memoria a Siena o venerdì 18 al Cimitero di Colle di Val d’Elsa.

ANPI Valdelsa

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La Sezione ANPI di Colle di Val d’Elsa aderisce agli appelli della Sezione ANPI di Chianciano Terme, del Coordinamento ANPI Valdichiana 2 e del Comitato Provinciale ANPI di Siena contro la Festa Nazionale di Casa Pound prevista a Chianciano Terme. Trovate di seguito il testo degli appelli.
La Sezione ANPI di Colle di Val d’Elsa coglie l’occasione, inoltre, per esprimere la propria solidarietà ad ANPI Valdichiana per gli attacchi e gli offensivi commenti comparsi sulla propria pagina Facebook

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CasaPound non è la benvenuta a Chianciano! Qua di seguito i testi degli appelli della sezione di Chianciano Terme e del Consiglio Provinciale dell’ANPI di Siena.

APPELLO della SEZIONE ANPI di CHIANCIANO TERME

Chianciano Terme, 18 agosto 2016

CasaPound a Chianciano Terme: un appello per vigilare contro i pericoli del neo-fascismo. Alle istituzioni locali che rappresentano la Repubblica, alle forze democratiche, ai cittadini.

I “fascisti del terzo millennio”, come si autodefiniscono, hanno deciso di realizzare il loro annuale ritrovo a Chianciano Terme il prossimo settembre.
Malgrado la Costituzione repubblicana vieti esplicitamente la riorganizzazione sotto qualsiasi forma del partito fascista, è stata finora tollerata dallo Stato la costante sfida che gli portano soggetti politici come questo, il loro pericoloso gioco su un crinale fatto di continue provocazioni, violenze, istigazione all’odio razziale, alla discriminazione, di goffa retorica guerrafondaia e militaresca, di astute illusioni e semplicistiche soluzioni.

Tutto un apparato di ciarpame ideologico tipico del ventennio, mescolato con molto fumo e confusione ideologica raccolta nel frattempo per strada. Utile a creare disorientamento, a muoversi meglio nella bolgia mediatica. A stordire gli ingenui.
Ma il nostro territorio non scorda le vittime della violenza fascista, i martiri che anche Chianciano dette nella lotta al nazi-fascismo: la memoria delle sofferenze subite durante il regime, la violenza con cui venne allora piegato un popolo intero.
Un popolo che ha lottato per uno Stato democratico. E che per quanti possano essere i problemi che ci troveremo ad affrontare, non rimpiangerà mai la fanfaronata spietata e crudele cui i fascisti odierni si richiamano.

L’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, unita in tutti i suoi livelli provinciali, richiama le forze repubblicane e in primo luogo i rappresentanti locali dello Stato, a vigilare con la massima attenzione. Chiediamo che non venga concesso saluto istituzionale, uso del suolo e di strutture pubbliche, partecipazione o sostegno a qualsiasi livello a una manifestazione i cui organizzatori esplicitamente denigrano i valori cui la nostra Costituzione antifascista si richiama. Invitiamo altresì le forze democratiche e i singoli cittadini ad aderire a questo appello.
L’Italia è e sarà una Repubblica libera, democratica e antifascista.

ANPI / Associazione Nazionale Partigiani d’Italia
Sezione di Chianciano Terme

APPELLO del COMITATO PROVINCIALE ANPI di SIENA
Apprendiamo che il movimento filo-fascista “Casa Pound” ha programmato di tenere la propria festa nazionale a Chianciano dal 9 all’11 settembre prossimi.

Nella prassi propagandistica del movimento rientra la ricerca di una visibilità mediatica giocata sui due registri che hanno sempre caratterizzato i conati neofascisti nel nostro paese: una facciata ostentatamente orientata al sociale, giovanilistica e moderna, una sostanza ferma su concezioni dell’individuo, dello stato, del potere che la nostra Costituzione ha dal 1948 ripudiato e dichiarate inconciliabili con la legislazione italiana e con gli stessi principi che fondano la cittadinanza.

In non pochi casi, alla violenza delle idee ha fatto seguito la violenza delle pratiche: le garanzie offerte al diritto di parola e alla iniziativa politica, sono state spesso piegate a vantaggio di un indebito diritto di tribuna per l’apologia di fascismo, che è a tutti gli effetti un reato penale, e che come tale andrebbe perseguito in ogni sua manifestazione.

Si può prevedere, pertanto, che l’evento annunciato si sviluppi in momenti di dibattito interno e di manifestazione di forza nella dimensione pubblica; il rilievo nazionale comporta il rischio di imporre a cittadini di Chianciano e dei dintorni una presenza massiccia di individui e forze già note per facinorosità, per l’attitudine alla provocazione, per la predisposizione allo scontro.

Non meno grave è il rischio che si offrano microfoni e telecamere a rappresentanti di quell’ondata revanscista di chiaro segno neonazista che altrove, in Europa, ha potuto crescere alimentata da pulsioni razziste, neonazionaliste, populiste.

L’Anpi provinciale di Siena, la Sezione Anpi di Chianciano e tutte le Sezioni del territorio, ritengono di dover richiamare le forze istituzionali, espressione della Costituzione e della prassi democratica, a innalzare il livello di vigilanza:

- è auspicabile che, fatti salvi i diritti connessi all’uso di strutture private, nessuna struttura pubblica, per proprietà o gestione o pertinenza, sia messa a disposizione di eventuali richieste e che nessuno spazio pubblico venga concesso per la messa in atto di attività di proselitismo e di propaganda politica;
- è auspicabile che nessuna figura di rilievo istituzionale, né in rappresentanza di enti locali, né di corpi dello stato, né di forze politiche che si intendano costituzionali, porti saluti o partecipi agli eventi di cui si comporrà il programma complessivo;
- è fondamentale che le forze dell’ordine vigilino sul rispetto di ogni regola della civile e democratica convivenza, a partire dall’applicazione delle norme che colpiscono i reati di apologia del fascismo, di istigazione all’odio razziale, di minaccia all’ordine pubblico e al decoro delle istituzioni democratiche.

L’ANPI provinciale di Siena non nasconde il timore che l’iniziativa del movimento neofascista possa innescare reazioni di natura non istituzionale e possa trovare chi risponde sul piano del confronto e dello scontro sul terreno: invita tutti i cittadini, di ogni età e credo politico, a manifestare la propria contrarietà a tale presenza, nei modi compatibili con il sentimento democratico e nel rispetto dell’incolumità fisica delle persone, dell’integrità del patrimonio urbanistico, della sensibilità della collettività chiancianese che si trova direttamente esposta in tale circostanza.

L’ANPI provinciale di Siena si affida alla sensibilità democratica e al senso di responsabilità delle istituzioni, delle forze politiche, dei rappresentanti degli organi dello Stato, delle forze dell’ordine perché quanto in programma possa svolgersi nel silenzio e nell’isolamento che ha accompagnato, fino ad ora e in linea con una tensione antifascista che non si è mai sopita, ogni tentativo di accreditarsi come soggetto politico da parte di una forza che, fin quando non si sarà allineata ai principi democratici e antifascisti che reggono il nostro paese, e alle leggi che li perseguono nella concrete manifestazioni di pensiero e di azione, resterà solo un patetico tentativo di contrabbandare il buio della storia e di spacciarlo come possibilità del nuovo.

Non c’è futuro nel ritorno ai fascismi: non c’è posto per il fascismo nel nostro presente.

Il Consiglio provinciale ANPI di Siena

Per adesioni:
–>EMAIL:
info@anpisiena.it
anpivaldichiana@outlook.com
–>FACEBOOK:
anpisiena
anpivaldichiana

Hanno già aderito all’appello:

Sezione Anpi Chianciano
Consiglio provinciale ANPI di Siena
Sezione Anpi Torrita di Siena
Circolo Anpi di Ateneo “Carlo Rosselli”
Sezione Anpi Sovicille
Sezione Anpi Sinalunga
Sezione Anpi Pienza
Sezione Anpi Sarteano
Sezione Anpi Monticiano
Sezione Anpi Casole d’Elsa
Sezione Anpi San Gimignano
Sezione Anpi Poggibonsi

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Abbiamo un importante aggiornamento sulla questione della mozione votata dal Consiglio Regionale Toscano.

In seguito allo scambio di corrispondenza con i Consiglieri Regionali del Partito Democratico Bezzini e Scaramelli, martedì 21 giugno abbiamo ricevuto, dalla Giunta Regionale Toscana, per conto del Consigliere democratico Simone Bezzini, la nota di attuazione della Giunta stessa (Assessorato Cultura, Università e Ricerca), in merito alle iniziative della Regione per il Giorno del Ricordo.

Pubblichiamo sul nostro sito la nota di attuazione. Potete leggere la nota cliccando qui.

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Dal 2 al 5 giugno l’ANPI Valdelsa vi aspetta per una lunga serie di incontri, presentazioni, concerti, trekking, pranzi e cene sociali. Cominciamo il 2 giugno alla Casa del Popolo di Colle di Val d’Elsa e ci spostiamo dal 3 al 5 giugno a Casa Giubileo, su Montemaggio.

Come sempre contiamo di vedervi tutti al Festival, nel frattempo leggete il programma e fatelo girare. GRAZIE!

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Il giornalista Alessandro Gilioli, sul suo blog Piovono rane, pubblica un sintetico ma dettagliato post per fare azione di debunking alla proposta di modifica costituzionale presentata dal Governo Renzi.  Per smontare, senza troppi giri di parole, le bugie che ogni giorno ci vengono propinate dagli organi di stampa e che aumenteranno il loro volume di fuoco dopo il lancio odierno della campagna referendaria per il Sì da parte del Presidente del Consiglio Matteo Renzi.

1. «Al referendum si vota per abolire il Senato».

Falso. Il Senato, seppur ridotto di poteri e per numero di senatori, continuerà a esistere, nello stesso Palazzo in cui si trova. Sembra ovvio, ma solo pochi giorni fa una tivù nazionale ha mostrato un cartello secondo il quale si sarebbe votato «per abolire il Senato». Lo stesso Renzi oggi a Firenze ha detto testualmente che «non esisteranno più i senatori», un’evidente falsità.

2. «Con la riforma si faranno le leggi più in fretta».

Falso. A parte le materie in cui il Senato mantiene funzione legislativa paritaria (“leggi bicamerali”), negli altri casi il Senato può proporre modifiche per una seconda lettura alla Camera e in molti casi la Camera, per approvare le leggi senza conformarsi al parere del Senato, deve poi riapprovarle a maggioranza assoluta dei suoi componenti (non basta quella dei presenti in aula). In tutto, sono una decina le diverse modalità possibili di approvazione di una legge. Il che porterà non solo a una serie di rimpalli, ma soprattutto a conflitti sulla tipologia a cui appartiene una proposta di legge, quindi sul suo iter.

3. «Il nuovo Senato abbatterà i costi della politica».

Parzialmente falso e di sicuro molto esagerato. I risparmi consistono nel fatto che i nuovi senatori (in quanto consiglieri regionali o sindaci) non saranno pagati per le loro funzioni senatoriali, ma avranno comunque le spese di trasferta a Roma dalle Regioni di provenienza e probabili forme di rimborso. Il personale di palazzo Madama che non resterà al Senato verrà trasferito. Si calcola ottimisticamente che il risparmio sulle spese oggi a carico di Palazzo Madama sarà di circa il 20 per cento rispetto alle spese attuali. Una riforma che avesse avuto come obiettivo il risparmio sui costi della politica avrebbe potuto dimezzare il numero complessivo dei parlamentari (315 deputati e 150 senatori, totale 450) ottenendo risparmi molto maggiori. Con questa riforma i parlamentari stipendiati restano infatti 630 (i deputati), più i rimborsi e le trasferte a Roma dei 100 senatori.

4. «Il nuovo Senato non sbilancia i contrappesi democratici».

Falso, se combinato con l’Italicum. La legge elettorale per la Camera (Italicum) assegna al partito vincente e al suo leader il controllo di 340 seggi. Data l’assenza di un’altra Camera con funzioni legislative altrettanto forti, ne consegue un accentramento di potere nelle mani dell’esecutivo e del premier. Inoltre nelle elezioni in seduta comune con i senatori (ad esempio per la scelta del Presidente della Repubblica e dei membri non togati del Csm) questo meccanismo consegna al premier un potere molto maggiore. La possibilità che il Quirinale diventi un’espressione più diretta della sola maggioranza rende a sua volta maggiori i poteri del premier anche nell’elezione dei giudici della Consulta: la maggioranza di governo ne esprimerebbe direttamente 3 (tramite la Camera) e altri 5 attraverso il Presidente della Repubblica (se questi fosse espressione della sola maggioranza), più altri 2 se la maggioranza al Senato è la stessa che c’è alla Camera. Quindi su 15 giudici della Consulta un numero tra 8 e 10 (su 15) rischia di essere scelto direttamente o indirettamente dalla maggioranza di governo.

5. «Con il nuovo Senato ci sarà più stabilità».

Potenzialmente falso. La maggiore stabilità c’è se al ballottaggio per la Camera vince lo stesso partito che ha già la maggioranza al Senato, il che non è scontato. Ad esempio, se nascesse domani, il Senato previsto dalla riforma Boschi sarebbe a grande maggioranza Pd (in quanto eletto dai consigli regionali quasi tutti Pd) ma se poi al ballottaggio per la Camera vincesse il Centrodestra o il M5S si creerebbe una conflittualità perenne tra Camera e Senato.

6. «Il nuovo Senato ricalca il modello tedesco».

Falso. In Germania i membri del Bundesrat sono vincolati al mandato ricevuto dai governi dei Länder di provenienza. In altre parole, devono votare come deciso dai loro Länder e così ne rispecchiano la volontà, ne sono espressione diretta: in modo da costituire un contrappeso federale e locale al potere centrale. Secondo la riforma Boschi, invece, i senatori non hanno alcun vincolo di mandato rispetto alla regione di provenienza, quindi non ne esprimono le volontà: sono solo espressioni dello loro appartenenze politico-partitiche.

7. «Il nuovo Senato aumenta la rappresentanza locale quindi il federalismo»

Falso. Al contrario, la riforma Boschi toglie alle regioni molti margini legislativi legislativi e ne riduce autonomia (salvo le Regioni a Statuto speciale). L’ambiguità del testo e il rimando a leggi ordinarie aumenterà inoltre il contenzioso tra Stato e Regioni.

8. «La Costituzione è uguale da 70 anni, basta!».

Falso. Dal 1948 a oggi la Costituzione è già stata modificata diverse volte anche su questioni importanti: dall’istituzione delle Regioni al pareggio di bilancio, dal Titolo V sulla struttura dello Stato fino all’abolizione completa della pena di morte. Si può discutere se una modifica è o è stata un miglioramento, ma è difficile sostenere che la Costituzione italiana sia inerte e uguale a se stessa da 70 anni.

9. «Se vincono i no Renzi si dimette e sarà il caos».

Falso e ricattatorio. Non è costituzionalmente un referendum su Renzi: nessuno lo obbliga a dimettersi se vincono i no. Quello che sta facendo il premier è quindi un ricatto politico che distorce il voto su una cosa più importante di qualsiasi premier “pro tempore”, cioé la Costituzione. I premier passano, la Costituzione li trascende. In ogni caso, anche se Renzi si dimettesse, il presidente Mattarella potrebbe dare un altro incarico per terminare la legislatura, che del resto ha già avuto un altro governo con la stessa maggioranza prima che ci fosse quello di Renzi.

10. «Questo referendum è la scelta tra l’Italia che dice sì al futuro e l’Italia che sa dire solo no»

Falso. Questo referendum è solo la scelta tra chi ritiene che la riforma Boschi sia migliorativa della Carta attuale e chi ritiene che sia peggiorativa. La formuletta mediatica “Italia dei sì contro Italia dei no” è, di nuovo, svilente rispetto alla rilevanza della Costituzione, legge fondamentale del nostro vivere comune che non ha nulla a che fare con il resto della narrazione renziana, con la presunta o reale modernità del premier. Allo stesso modo, questo referendum non ingabbia chi è contrario alla riforma Boschi tra quanti ritengono immodificabile non migliorabile la Costituzione: semplicemente, chi vota no ritiene che queste modifiche non siano migliorative ma (nel loro complesso e fatto il bilancio) prevalentemente peggiorative.

Fonte: http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2016/05/02/senato-dieci-piccoli-debunking/

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564442_1366989053326626_7637069508263952223_nDa anni ci battiamo, oltre che per la difesa dei principi della Costituzione, anche per la sua completa applicazione. Ogni iniziativa che vada in questo senso troverà sempre l’ANPI di Colle Val d’Elsa in prima fila: è ciò che i nostri iscritti si aspettano da noi, ed è ciò che ci hanno confermato, nel corso di questi ultimi tempi, con il loro sempre più attivo e partecipe sostegno

Lo scrivevamo due anni fa e adesso, data la particolare situazione politica, i continui attacchi e i tentativi di stravolgimento della nostra Costituzione, lo vogliamo ribadire. Per completezza, e massima apertura democratica, questa presa di posizione è stata condivisa durante il congresso di sezione (9 marzo) e approvata a larghissima maggioranza – una sola astensione e nessun voto contrario – dall’assemblea degli iscritti:

- La sezione ANPI di Colle di Val d’Elsa è al fianco di chi dice NO alla riforma costituzionale. La sezione colligiana si attiverà pertanto per prendere contatto con il costituendo “Comitato per il No” e parteciperà ufficialmente alla campagna referendaria insieme a tutti i cittadini, movimenti, associazioni che vorranno opporsi allo stravolgimento della nostra Costituzione. Invitiamo naturalmente tutti i nostri iscritti ad attivarsi, informarsi e informare rispetto ai temi della battaglia referendaria.

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Per maggiori informazioni: 15 motivi per dire NO secondo Gustavo Zagrebelsky 

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Parte il tour catalano di presentazioni di #Memorias !

Memorias Brigadista Tour il 24 e il 25 febbraio a Portbou e Barcelona.

Per info:http://www.memoriasfilm.org/

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