— ANPI Colle Val d'Elsa

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Aggiornamenti

img-20180601-wa0002Vi aspettiamo anche quest’anno al Montemaggio Festival Resistente, organizzato dalle sezioni ANPI della Valdelsa, che si terrà a Casa Giubileo (Montemaggio, Monteriggioni) i giorni 8, 9 e 10 giugno.
Molti gli eventi che segneranno questa quinta edizione: incontri, presentazioni, trekking, concerti che avranno come denominatore comune l’attualizzazione della Resistenza e della Memoria.
Qui sotto trovate il programma, in allegato la locandina.
Ci vediamo a Montemaggio!

ANPI Colle di Val d’Elsa

>>>Venerdì 8 giugno 2018

h 17.30
108 metri – The new working class hero.
Presentazione del libro e incontro con l’autore Alberto Prunetti

h 19.00
Vivo per questo.
Presentazione del libro con l’autore Amir Issaa + concerto ZATARRA feat. Amir Issaa

h 20
Cena sociale

h 21.30
Concerto
URSS – Ukulele Russian Strings Situation

>>>Sabato 9 giugno 2018

h 16
Ada Colau – La Città in comune.
Presentazione del libro e incontro con l’autore Steven Forti

h 17.30
Resistenze in cammino. Trekking con WuMing2 (letture partigiane) e Chibumba (incursioni musicali)

h 20
Cena sociale

h 21.30
Concerto
“Schegge di Shrapnel”
Wu Ming Contingent

>>>Domenica 10 giugno 2018

h 10
Da Montemaggio alla Costituzione. Con Guido Lisi (partigiano), Toni Alfano (disegnatore), Filomena Milazzo (Istituto Storico della Resistenza Senese)
Premiazione del concorso per le scuole

h 14.30
Canzoni di Parte
Sergio Trotta

h 16
Usi e abusi della Memoria.
Incontro con Lavoro Culturale, Luca Casarotti (ANPI Pavia Circolo Onorina Pesce Brambilla), Viola Santi (Université Lumière Lyon 2 / Istituto per la Storia e le Memorie del ’900)

h 17.30
La gente. Viaggio nell’Italia del risentimento
Presentazione del libro e incontro con l’autore Leonardo Bianchi

h 19
Concerto
Musicanti Di Bacco

h 20
Cena Sociale

h 21.30
Jam partigiana. Musica, parole e canti a chiusura del festival

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Oggi, 28 marzo 2018, ricorre il settantaquattresimo anniversario dell’Eccidio di Montemaggio. Alle ore 11.00, verrà deposta la corona alla Cappella Partigiani del Cimitero Colle Val d’Elsa alla presenza dei gonfaloni e dei rappresentanti istituzionali degli Enti. Ricorderemo Angiolo Bartalini, Piero Bartalini, Emilio Berrettini, Enzo Busini, Giovanni Cappelletti, Virgilio Ciuffi, Franco Corsinovi, Dino Furiesi, Giovanni Galli, Aladino Giannini, Ezio Grassini, Elio Lapini, Livio Levanti, Livio Livini, Folco Martinucci,  Emilio Nencini, Orvino Orlandini, Luigi Vannetti, Onelio Volpini, e rivolgeremo un pensiero a Walter Bianchi e  Vittorio Meoni.

Sul sito de Il lavoro culturale è stato pubblicato poche ore fa un importante articolo contenente l’analisi di un caso relativo alla voce di Wikipedia dedicata all’eccidio stesso. Lo trovate a questo link, vi invitiamo a leggerlo

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ANPI Colle Val d’Elsa esprime la sua assoluta contrarietà alla sospensione, comunicata dall’ANPI nazionale, della manifestazione antifascista prevista a Macerata per il 10 febbraio.  Per questo condividiamo, e invitiamo a condividere, il comunicato dell’ANPI Provinciale di Siena.

“Anpi Siena ha sempre convintamente perseguito una prassi di cooperazione con le Istituzioni dello Stato con l’obiettivo di difendere la legalità costituzionale che non prevede la ricostituzione del partito fascista, sotto qualsiasi forma.

Nella presente e convulsa fase pre-elettorale, tale linea è fortemente scossa dalla facilità con cui le liste dichiaratamente neo-fasciste sono state ammesse su tutto il territorio nazionale alla competizione elettorale dagli organi giurisdizionali chiamati ad applicare la legge, pur in presenza di numerosi segnali di recrudescenza del neofascismo nelle sue forme consuete della violenza, dell’odio e della tracotanza. Quello che è accaduto a Macerata – in cui un tragico fatto di cronaca viene evocato a pretesto per una reazione razzista di chiara marca neofascista – aggiunge ulteriori motivi di preoccupazione: la decisione di Anpi, che ha fatto seguito a quella di altri soggetti istituzionali dell’antifascismo nazionale, quali Arci, CGIL e Libera, di aderire all’invito a sospendere la preannunciata marcia antifascista, ci trova contrari.

A nessuno sfugge quanto il clima di conflitto vissuto localmente possa aver influito in una decisione prudente; ma occorre ribadire che non si possono vietare contemporaneamente manifestazioni neo-fasciste e manifestazioni antifasciste: nessun parallelismo può e deve essere tollerato tra il richiamo ai valori della Resistenza e della Costituzione, che stanno alla base della dignità nazionale e ciò che, nell’ottantesima ricorrenza delle leggi razziali, torna a infangare il processo di riscatto democratico del nostro paese.

La decisione di organizzare altrove ed in altra data, la manifestazione antifascista, assunta dalle organizzazioni nazionali, adesso, lascia nelle mani delle autorità dello Stato il potere di impedire, con ogni mezzo, la realizzazione di manifestazioni illegali da parte dei gruppi neofascisti e neonazisti; affida a quelle stesse sedi istituzionali anche l’obbligo di tutelare, invece, l’innegabile e non conculcabile diritto a manifestare di chiunque contro lo scempio dei conati neofascisti.
Ogni atto, ogni decisione di pubblica sicurezza e dell’autorità prefettizia, che potrà consistere o essere letta come equiparazione di valori contrapposti, dovrà essere posta in carico alle autorità locali e insieme al Ministro degli Interni ed al Governo della Repubblica; ogni concessione alla tracotanza dei neofascisti sarà un oggettivo contributo al deterioramento della fiducia nella volontà istituzionale di perseguire le finalità costituzionali di libertà, eguaglianza, democrazia.

La credibilità delle istituzioni non è un bene illimitato: Anpi Siena chiede che se ne tenga conto, auspica che la presenza dello Stato a difesa dei valori della democrazia – che non contemplano il diritto di fascisti e dei razzisti a sfilare – non si concretizzi come altre volte con manganellate inferte indiscriminatamente.
La violenza simbolica del tricolore usato come “copertura” dal fascio-leghista di macerata, e lasciata sulle sue spalle, deve far orrore a chi ha giurato di servire quello stesso Stato che la assume come bandiera, e deve motivare una reazione che non sia l’ingiustificata e infondata “terzietà” dello Stato tra fascismo e antifascismo.

Lo Stato Costituzionale è antifascista o non è legittimo.”

Potete trovare il post a questo link

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Vogliamo aprire il 2018 con un’ottima notizia. La mozione presentata dall’ANPI sul divieto di concessione degli spazi pubblici ai movimenti neofascisti è stata approvata all’unanimità dal Consiglio Comunale di Colle Val d’Elsa che si è tenuto lo scorso 21 dicembre, con un emendamento “rafforzativo” in cui ci si impegna a procedere rapidamente alla modifica del regolamento comunale. Siamo contenti di essere arrivati a questo risultato e, una vota di più, ci preme ringraziare chi ha deciso di sostenere la nostra iniziativa.

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Scopriamo per caso su internet che Solidarietà Nazionale, “struttura associativa impegnata nel sociale e complementare a Forza Nuova” (copiamo da un loro comunicato stampa), sarà. per la quarta volta in un anno, presente con un banchetto di “raccolta alimentare” davanti al punto vendita Eurospin di Via dei Mille. È tendenza comune e generalizzata dei gruppi neofascisti, oramai, di nascondersi o camuffarsi dietro sedicenti organizzazioni di beneficenza. Basta andare a vedere le loro pagine Facebook o leggere i comunicati pubblicati dai troppo disponibili organi di stampa locali per verificare come Solidarietà Nazionale sia solo una delle facce di un pericoloso movimento fascista da tempo radicato in Italia e ultimamente apparso in provincia di Siena.

Preghiamo tutti di aiutarci in questa opera di (contro)informazione ed evitare di partecipare alla raccolta alimentare. Ovviamente, la stessa direzione del punto vendita dovrà fornire delle spiegazioni alla popolazione di una città la cui storia è strettamente e dolorosamente legata alla lotta contro il fascismo.

 Il Direttivo della Sezione ANPI di Colle di Val d’Elsa

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Oggi è diventato uno sport nazionale vituperare la politica e i politici. Non siate acquiescenti a questo andazzo; impariamo dai padri fondatori della democrazia che la politica è l’attività più nobile dell’uomo; se la viviamo come impegno per la realizzazione di ideali in cui crediamo fermamente, la vita sarà ricca e piena come lo è stata la mia

Vittorio Meoni

http://www.raistoria.rai.it/embed/vittorio-meoni-il-mio-25-aprile-a-siena/29861/default.aspx

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maxresdefault-1Ci è appena giunta la triste notizia della scomparsa di Vittorio Meoni, ex Presidente Provinciale dell’ANPI e dell’Istituto Storico della Resistenza Senese, Partigiano combattente e sopravvissuto all’Eccidio di Montemaggio del 28 marzo 1944. Vittorio è stato un protagonista della storia, della politica e dell’impegno civile della nostra provincia e del nostro Paese ma, soprattutto, è stato colui che ha saputo e voluto tramandare la memoria e raccontare dei tragici eventi e della rinascita del nostro Paese, soprattutto ai più giovani. Tutti gli amici dell’ANPI della Valdelsa portano con sé un ricordo personale di Vittorio, degli innumerevoli incontri a cui ha partecipato. Di certo, non sarà possibile dimenticare la forza che ha sempre accompagnato le sue parole e i suoi occhi sempre accesi.

Il Coordinamento delle Sezioni ANPI della Valdelsa vi invita a portare un ultimo saluto alla Camera ardente che sarà allestita domani giovedì 17 agosto alle Stanze della Memoria a Siena o venerdì 18 al Cimitero di Colle di Val d’Elsa.

ANPI Valdelsa

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La Sezione ANPI di Colle di Val d’Elsa aderisce agli appelli della Sezione ANPI di Chianciano Terme, del Coordinamento ANPI Valdichiana 2 e del Comitato Provinciale ANPI di Siena contro la Festa Nazionale di Casa Pound prevista a Chianciano Terme. Trovate di seguito il testo degli appelli.
La Sezione ANPI di Colle di Val d’Elsa coglie l’occasione, inoltre, per esprimere la propria solidarietà ad ANPI Valdichiana per gli attacchi e gli offensivi commenti comparsi sulla propria pagina Facebook

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CasaPound non è la benvenuta a Chianciano! Qua di seguito i testi degli appelli della sezione di Chianciano Terme e del Consiglio Provinciale dell’ANPI di Siena.

APPELLO della SEZIONE ANPI di CHIANCIANO TERME

Chianciano Terme, 18 agosto 2016

CasaPound a Chianciano Terme: un appello per vigilare contro i pericoli del neo-fascismo. Alle istituzioni locali che rappresentano la Repubblica, alle forze democratiche, ai cittadini.

I “fascisti del terzo millennio”, come si autodefiniscono, hanno deciso di realizzare il loro annuale ritrovo a Chianciano Terme il prossimo settembre.
Malgrado la Costituzione repubblicana vieti esplicitamente la riorganizzazione sotto qualsiasi forma del partito fascista, è stata finora tollerata dallo Stato la costante sfida che gli portano soggetti politici come questo, il loro pericoloso gioco su un crinale fatto di continue provocazioni, violenze, istigazione all’odio razziale, alla discriminazione, di goffa retorica guerrafondaia e militaresca, di astute illusioni e semplicistiche soluzioni.

Tutto un apparato di ciarpame ideologico tipico del ventennio, mescolato con molto fumo e confusione ideologica raccolta nel frattempo per strada. Utile a creare disorientamento, a muoversi meglio nella bolgia mediatica. A stordire gli ingenui.
Ma il nostro territorio non scorda le vittime della violenza fascista, i martiri che anche Chianciano dette nella lotta al nazi-fascismo: la memoria delle sofferenze subite durante il regime, la violenza con cui venne allora piegato un popolo intero.
Un popolo che ha lottato per uno Stato democratico. E che per quanti possano essere i problemi che ci troveremo ad affrontare, non rimpiangerà mai la fanfaronata spietata e crudele cui i fascisti odierni si richiamano.

L’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, unita in tutti i suoi livelli provinciali, richiama le forze repubblicane e in primo luogo i rappresentanti locali dello Stato, a vigilare con la massima attenzione. Chiediamo che non venga concesso saluto istituzionale, uso del suolo e di strutture pubbliche, partecipazione o sostegno a qualsiasi livello a una manifestazione i cui organizzatori esplicitamente denigrano i valori cui la nostra Costituzione antifascista si richiama. Invitiamo altresì le forze democratiche e i singoli cittadini ad aderire a questo appello.
L’Italia è e sarà una Repubblica libera, democratica e antifascista.

ANPI / Associazione Nazionale Partigiani d’Italia
Sezione di Chianciano Terme

APPELLO del COMITATO PROVINCIALE ANPI di SIENA
Apprendiamo che il movimento filo-fascista “Casa Pound” ha programmato di tenere la propria festa nazionale a Chianciano dal 9 all’11 settembre prossimi.

Nella prassi propagandistica del movimento rientra la ricerca di una visibilità mediatica giocata sui due registri che hanno sempre caratterizzato i conati neofascisti nel nostro paese: una facciata ostentatamente orientata al sociale, giovanilistica e moderna, una sostanza ferma su concezioni dell’individuo, dello stato, del potere che la nostra Costituzione ha dal 1948 ripudiato e dichiarate inconciliabili con la legislazione italiana e con gli stessi principi che fondano la cittadinanza.

In non pochi casi, alla violenza delle idee ha fatto seguito la violenza delle pratiche: le garanzie offerte al diritto di parola e alla iniziativa politica, sono state spesso piegate a vantaggio di un indebito diritto di tribuna per l’apologia di fascismo, che è a tutti gli effetti un reato penale, e che come tale andrebbe perseguito in ogni sua manifestazione.

Si può prevedere, pertanto, che l’evento annunciato si sviluppi in momenti di dibattito interno e di manifestazione di forza nella dimensione pubblica; il rilievo nazionale comporta il rischio di imporre a cittadini di Chianciano e dei dintorni una presenza massiccia di individui e forze già note per facinorosità, per l’attitudine alla provocazione, per la predisposizione allo scontro.

Non meno grave è il rischio che si offrano microfoni e telecamere a rappresentanti di quell’ondata revanscista di chiaro segno neonazista che altrove, in Europa, ha potuto crescere alimentata da pulsioni razziste, neonazionaliste, populiste.

L’Anpi provinciale di Siena, la Sezione Anpi di Chianciano e tutte le Sezioni del territorio, ritengono di dover richiamare le forze istituzionali, espressione della Costituzione e della prassi democratica, a innalzare il livello di vigilanza:

- è auspicabile che, fatti salvi i diritti connessi all’uso di strutture private, nessuna struttura pubblica, per proprietà o gestione o pertinenza, sia messa a disposizione di eventuali richieste e che nessuno spazio pubblico venga concesso per la messa in atto di attività di proselitismo e di propaganda politica;
- è auspicabile che nessuna figura di rilievo istituzionale, né in rappresentanza di enti locali, né di corpi dello stato, né di forze politiche che si intendano costituzionali, porti saluti o partecipi agli eventi di cui si comporrà il programma complessivo;
- è fondamentale che le forze dell’ordine vigilino sul rispetto di ogni regola della civile e democratica convivenza, a partire dall’applicazione delle norme che colpiscono i reati di apologia del fascismo, di istigazione all’odio razziale, di minaccia all’ordine pubblico e al decoro delle istituzioni democratiche.

L’ANPI provinciale di Siena non nasconde il timore che l’iniziativa del movimento neofascista possa innescare reazioni di natura non istituzionale e possa trovare chi risponde sul piano del confronto e dello scontro sul terreno: invita tutti i cittadini, di ogni età e credo politico, a manifestare la propria contrarietà a tale presenza, nei modi compatibili con il sentimento democratico e nel rispetto dell’incolumità fisica delle persone, dell’integrità del patrimonio urbanistico, della sensibilità della collettività chiancianese che si trova direttamente esposta in tale circostanza.

L’ANPI provinciale di Siena si affida alla sensibilità democratica e al senso di responsabilità delle istituzioni, delle forze politiche, dei rappresentanti degli organi dello Stato, delle forze dell’ordine perché quanto in programma possa svolgersi nel silenzio e nell’isolamento che ha accompagnato, fino ad ora e in linea con una tensione antifascista che non si è mai sopita, ogni tentativo di accreditarsi come soggetto politico da parte di una forza che, fin quando non si sarà allineata ai principi democratici e antifascisti che reggono il nostro paese, e alle leggi che li perseguono nella concrete manifestazioni di pensiero e di azione, resterà solo un patetico tentativo di contrabbandare il buio della storia e di spacciarlo come possibilità del nuovo.

Non c’è futuro nel ritorno ai fascismi: non c’è posto per il fascismo nel nostro presente.

Il Consiglio provinciale ANPI di Siena

Per adesioni:
–>EMAIL:
info@anpisiena.it
anpivaldichiana@outlook.com
–>FACEBOOK:
anpisiena
anpivaldichiana

Hanno già aderito all’appello:

Sezione Anpi Chianciano
Consiglio provinciale ANPI di Siena
Sezione Anpi Torrita di Siena
Circolo Anpi di Ateneo “Carlo Rosselli”
Sezione Anpi Sovicille
Sezione Anpi Sinalunga
Sezione Anpi Pienza
Sezione Anpi Sarteano
Sezione Anpi Monticiano
Sezione Anpi Casole d’Elsa
Sezione Anpi San Gimignano
Sezione Anpi Poggibonsi

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Abbiamo un importante aggiornamento sulla questione della mozione votata dal Consiglio Regionale Toscano.

In seguito allo scambio di corrispondenza con i Consiglieri Regionali del Partito Democratico Bezzini e Scaramelli, martedì 21 giugno abbiamo ricevuto, dalla Giunta Regionale Toscana, per conto del Consigliere democratico Simone Bezzini, la nota di attuazione della Giunta stessa (Assessorato Cultura, Università e Ricerca), in merito alle iniziative della Regione per il Giorno del Ricordo.

Pubblichiamo sul nostro sito la nota di attuazione. Potete leggere la nota cliccando qui.

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Abbiamo inoltrato la nostra “Lettera aperta ai Consiglieri regionali toscani” del 14 maggio scorso ai due Consiglieri eletti nelle liste del Partito Democratico nella provincia di Siena Simone Bezzini e Stefano Scaramelli. In data 31 maggio 2016 abbiamo ricevuto la loro risposta che pubblichiamo di seguito:

“Firenze, lì 31 maggio 2016

 All’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia

Sezione di Colle di Val d’Elsa (SI)

Abbiamo letto con molta attenzione la lettera che ci avete inviato e riteniamo opportuno, anche per la considerazione dei valori che ispirano l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, rispondere e chiarire quanto da voi sollevato al fine di rassicurarvi circa il nostro agire.

Il Consiglio regionale ha approvato la mozione n.221 “In merito alle iniziative della Regione per il “Giorno del Ricordo” nella seduta del 20 aprile ultimo scorso, dopo un lavoro di revisione sostanziale del testo originario presentato da colleghi di altri gruppi consiliari.

Ci teniamo subito a chiarire che con l’atto approvato, al termine di una approfondita concertazione con altre forze politiche, si è proprio lavorato al fine di evitare il rischio di poter omologare in modo improprio la Shoah con altri eventi, seppur drammatici di quegli anni, tantomeno si prevede nel testo della mozione l’istituzione di un treno del ricordo.

Andiamo con ordine. Alla presentazione dell’atto nella versione originale, avvenuta nella seduta del 6 aprile da parte di Fratelli d’Italia, il gruppo del Partito Democratico si era espresso per il voto contrario, proprio con la motivazione che, per come era formulato il testo, si rischiava di creare un’omologazione non condivisibile tra la Giornata della Memoria ed il Giorno del Ricordo, da considerarsi inaccettabile per le motivazioni da voi espresse nella lettera.

Come noto il Giorno della Memoria è una ricorrenza internazionale celebrata il 27 gennaio di ogni anno come giornata in commemorazione delle vittime dell’Olocausto. L’Italia ha formalmente istituito tale giornata, nel 2000 con legge 20 luglio 2000, n. 211 – “Istituzione del “Giorno della Memoria” in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti”. Pochi anni dopo è stata l’ONU a designare tale giornata con risoluzione 60/7 dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite del 1o novembre 2005.

La Regione Toscana si è collocata da tempo su un terreno d’avanguardia nelle politiche della memoria, con l’obiettivo di diffondere ed amplificare il più possibile nella società toscana il messaggio e la conoscenza dell’esperienza vissuta. Sin dal 2002 la Regione ha promosso iniziative tese a promuovere la memoria dello Sterminio che si sono sviluppate su molteplici versanti (educativo, formativo e culturale in genere) coinvolgendo soggetti diversi (insegnanti studenti e cittadini) dando luogo ad un’esperienza di avanguardia riconosciuta come tale, a livello nazionale, ovvero il treno della memoria. A cadenza annuale, e poi ogni due anni (ultimo viaggio nel 2015), il treno della memoria ha portato centinaia di ragazzi delle scuole toscane fino alla stazione di Cracovia, per toccare con mano i campi di sterminio di Birkenau e Auschwitz, ripercorrendo, anche nel viaggio, l’esperienza dei deportati toscani.

Si tratta di un’esperienza che ha coinvolto e formato migliaia di ragazzi che non può essere equiparata ad altre circostanza, proprio per salvaguardarne l’importanza e l’unicità dei fatti a cui si Tornando alla mozione in oggetto, nel corso del dibattito in aula del consiglio regionale è comunque emersa la disponibilità di arrivare ad una sintesi superando il nostro voto inizialmente contrario.

Questo per consentire comunque di attivare iniziative di commemorazione su una giornata istituita con legge nazionale (Legge 30 marzo 2004, n. 92 – “Istituzione del «Giorno del ricordo» in memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata, delle vicende del confine orientale e concessione di un riconoscimento ai congiunti degli infoibati”).

Grazie al nostro intervento sono state apportate numerose modifiche:

- è stato sostanzialmente ridefinito un nuovo testo, nuovo anche già nel titolo, non più “Treno della memoria”, ma “In merito alle iniziative della Regione per il Giorno del Ricordo” proprio per evitare che si creassero equivoci;

- si fa riferimento al Titolo I dello Statuto della Regione Toscana laddove sono contenuti i principi generali sulla base dei quali la Regione Toscana fonda la propria azione e quindi Costituzione, l’esplicito richiamo alla Resistenza sin dall’articolo 1, i “principi di libertà, giustizia, uguaglianza, solidarietà, rispetto della dignità personale e dei diritti umani”;

- non si fa riferimento ad un secondo “treno del ricordo”, bensì “a promuovere iniziative istituzionali tese a valorizzare il Giorno del Ricordo, compresa la verifica della possibilità di organizzare, con cadenza biennale, un viaggio studio rivolto agli studenti toscani presso la Foiba di Bassovizza, dichiarata monumento nazionale nel 1992 dal presidente della Repubblica Italiana Oscar Luigi Scalfaro”.

In merito alle giuste richieste di maggiori approfondimenti delle complesse vicende avvenute sul confine orientale e su come arrivare ad organizzare iniziative proficue ed utili di approfondimento e di studio per i giovani toscani di quanto avvenuto attorno alla vicende delle foibe, sarà poi la giunta a dover valutare quali iniziative mettere in piedi per concretizzare l’indirizzo espresso con la mozione approvata.

Sperando di aver risposto alle preoccupazioni che legittimamente ci avete posto, restiamo ulteriormente disponibili a momenti di condivisione e confronto.

Simone Bezzini

Stefano Scaramelli”

In data odierna abbiamo inviato una nostra nuova lettera di risposta con delle ulteriori considerazioni:

“Colle di Val d’Elsa, 20 giugno 2016

Ai Consiglieri regionali Bezzini e Scaramelli,

vi ringraziamo per la pronta e dettagliata risposta che ci avete inviato.

Abbiamo letto in modo approfondito e con molta attenzione la vostra risposta. Se da un lato apprezziamo la posizione inizialmente tenuta durante la seduta del Consiglio regionale, dobbiamo assolutamente rimarcare alcuni punti sui quali riteniamo sia necessario porre una certa e doverosa attenzione.

La disponibilità ad arrivare a una sintesi per evitare, come scrivete, l’omologazione tra la Giornata della Memoria e il Giorno del Ricordo, temiamo abbia invece avuto effetto contrario, come si evince anche dal testo della delibera nella quale appunto si può leggere: “la Regione Toscana non risulta avere un programma di iniziative anche (sottolineatura nostra) per il ricordo delle vittime e degli esuli istriani, fiumani e dalmati” subito dopo aver menzionato l’istituzione del Treno della Memoria.

Nella delibera la Giunta regionale si impegna a “promuovere iniziative istituzionali tese a valorizzare il Giorno del Ricordo” e anche in questo caso non possiamo nascondere la nostra preoccupazione: partendo da questi presupposti il tentativo di creare (più che raggiungere) una memoria nazionale comune e condivisa non cancella, anzi aumenta, i rischi di appiattimento acritico e strumentale, creando così delle trappole interpretative in cui è facile cadere.

È quindi necessario continuare a vigilare sulle iniziative che la Giunta promuoverà. In particolare vogliamo farvi porre l’attenzione sull’eventuale viaggio di studio alla Foiba di Basovizza. Questa è sì monumento nazionale, ma a questo proposito è necessario ricordare che l’affermazione secondo la quale quel luogo fu teatro di esecuzioni di massa è nettamente contestata da autorevoli studi e ricerche. Basti citare il fatto che non sono mai state estratte le 1000 o 2000 salme che si pretende vi siano state fatte precipitare. Inoltre, lo stesso sito web della Foiba di Basovizza è a cura della Lega Nazionale di Trieste, un’associazione che “vive e lavora nella difesa dell’italianità di Trieste e di tutta la Venezia Giulia” (come si può leggere dal sito web della Lega Nazionale). Le posizioni della Lega Nazionale hanno certo il loro peso nel determinare quale sia la narrazione della storia messa in campo dai soci dell’associazione per le scolaresche che visitano la Foiba di Basovizza. Notiamo, ad esempio, che il sito del monumento nazionale non spreca una sola parola per ricordare che non molto lontano da lì vennero uccise anche alcune vittime del regime fascista.

Sempre a proposito di Basovizza, c’è un’ultima osservazione, certamente non meno rilevante delle precedenti. In rete è possibile trovare foto a testimonianza di come alla Foiba di Basovizza, ogni 10 febbraio, il Giorno del Ricordo non sia altro che un alibi per nostalgici del regime fascista per poter esibire labari della Xa MAS o bandiere della Repubblica Sociale Italiana durante le commemorazioni ufficiali, e quindi alla presenza di rappresentanti della Repubblica Italiana nata dalla Resistenza.

Torniamo quindi a ripetere una delle domande che abbiamo posto nella nostra prima lettera: perché non organizzare invece percorsi di visita che permettano ai giovani toscani di capire la complessità del confine orientale, comprendendo – oltre alle foibe – le politiche razziste del fascismo, l’occupazione italiana dei territori dell’Istria e della Dalmazia, la cessione di questi al Reich e l’azione di sterminio portata avanti da fascisti e nazisti durante il secondo conflitto mondiale?

Insomma, dietro al tentativo di creare una memoria nazionale condivisa si nasconde spesso e volentieri la volontà di riscrittura della storia da parte di personaggi legati ad aree culturali e politiche di ispirazione, quando non direttamente, fascista o quantomeno revisionista, riduzionista e negazionista. Un visita a un luogo “dove furono gettati numerosi italiani trucidati dai partigiani iugoslavi” non fa altro che tendere a una lettura di parte della storia che non può analizzare a fondo la complessità di vicende drammatiche e negherebbe agli studenti una seria analisi, critica e razionale, che sia propedeutica alla capacità di cogliere le varie sfaccettature del reale.

Inoltre, come abbiamo sostenuto nel nostro appello, il rischio nel ricordare gli eccidi giuliani con gli stessi strumenti e modalità della Shoah può portare nei fatti ad una equiparazione strumentale che toglie forza alla Giornata della Memoria ed all’analisi di quell’orrore: non sosteniamo che questo sia lo scopo della legge regionale, ma che questa possa essere strumentalizzata in questo senso da quelle aree che dalla disinformazione e dal revisionismo traggono forza vitale.

ANPI – Associazione Nazionale Partigiani d’Italia
Sez. Colle di Val d’Elsa”

Per ulteriori approfondimenti vi rimandiamo al dettagliato post su Giap, il blog del collettivo Wu Ming, dal titolo Chi racconta agli studenti che le #foibe sono come la Shoah? 5 domande al presidente della Toscana Enrico Rossi

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