— ANPI Colle Val d'Elsa

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Parte il tour catalano di presentazioni di #Memorias !

Memorias Brigadista Tour il 24 e il 25 febbraio a Portbou e Barcelona.

Per info:http://www.memoriasfilm.org/

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Riportiamo di seguito il testo della lettera che abbiamo inviato ad ANPI Nazionale, alle sezioni ANPI in tutta Italia e ai destinatari della nostra mailing list riguardante un fatto molto grave accaduto in Spagna negli ultimi giorni. Invitiamo e preghiamo tutti i nostri lettori e simpatizzanti a divulgare il più possibile:

I giorni 2 e 3 novembre siamo stati a Madrid per proiettare, all’interno di un’iniziativa organizzata dall’AABI (Associazione degli Amici delle Brigate Internazionali), il documentario Memorias, prodotto dalla nostra sezione.

Nel corso dell’incontro, alcuni rappresentanti dell’associazione di italiani a Madrid “A Madrid si muove un’altra Italia” (e anche parte dell’ANPI Madrid) ci ha informato che sul sito neofascista spagnolo della Falange era apparsa la notizia che un gruppo di appartenenti alla Associazione Nazionale Combattenti Italiani in Spagna sarebbe stato ricevuto nel locali dell’Ambasciata italiana in occasione delle celebrazioni della festa delle Forze Armate. Secondo il comunicato l’Ambasciata avrebbe concesso il patrocinio per un atto svoltosi il 2 novembre; il 3 era invece prevista una visita all’Alcazar di Toledo per rendere omaggio ai caduti fascisti e il 4 novembre l’ANCIS avrebbe presenziato al Consolato italiano all’atto di celebrazione per la festa delle forze armate. Qui il link: http://lafalange.com.es/?p=9000

La natura dell’ANCIS, fondata nel 1949 dallo squadrista e criminale di guerra Arconvaldo Bonaccorsi, è evidente, basti dare un’occhiata sul web (tipo qui http://destrapermilano.blogspot.it/2013/03/ancis-associazione-nazionale.htmle qui http://uncrsimilano.blogspot.it/2013/05/ancis-associazione-nazionale.html). Lo stampo è chiaramente fascista. Da altro link ( http://arditi-anai-milano.blogspot.it/2013/10/associazione-nazionale-combattenti.html) si può vedere che questo tipo di ricevimento presso le sedi consolari italiane non è cosa nuova, visto che già da diversi anni se ne dava comunicazione da parte della stessa associazione. 

La notizia ha avuto in questi giorni una qualche risonanza nazionale (Il Manifesto, 3 novembre https://amadridsimuoveunaltraitalia.files.wordpress.com/2015/11/4novmadrid.jpg) e in Spagna, tra l’altro per l’interessamento dell’ARMH, l’Asociación para la recuperación de la Memoria Histórica che si occupa, prevalentemente, dell’identificazione delle vittime della repressione franchista nelle fosse comuni (Público, 4 novembre http://www.publico.es/politica/consulado-italia-madrid-acoge-homenaje.html); oltre ad essere stata condivisa e rialanciata da diversi siti di informazione.

Vi scriviamo perché, qualora questo fosse accertato, si tratterebbe di un fatto di inaudita gravità: sarebbe infatti inammissibile, per uno Stato che ancora si dichiari antifascista, permettere che i rappresentanti della Repubblica Italiana accolgano – ufficialmente o meno – un’associazione fascista nei giorni di una festa nazionale.

Chiediamo a tutti di mobilitarsi per far conoscere la cosa e, per chi ne abbia la possibilità, di attivare i propri contatti istituzionali e politici, per chiedere spiegazioni e, nel caso che il fatto si sia realmente verificato (come ormai sembra evidente), animare un’azione politica di condanna, contrasto e chiamata in causa delle responsabilità dei rappresentanti dello stato italiano eventualmente coinvolti).

Nel frattempo, potete firmare online questa petizione: https://www.change.org/p/sig-pietro-sebastiani-ambasciatore-d-italia-in-spagna-la-repubblica-italiana-%C3%A8-nata-dall-antifascismo (all’interno un’accurata documentazione sulle precedenti celebrazioni fasciste italiane in Spagna)

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Difendere la democrazia vuol dire rivendicarne i principi e la loro attuazione. E’ per questo che ci schieriamo a favore del popolo greco e contro i ricatti e le ingerenze della troika.
La battaglia della Grecia è la battaglia per un’Europa sociale e dei diritti, l’unica Europa possibile.
Ci auguriamo che domenica vinca il NO al referendum e, nel frattempo, saremo insieme ai tanti movimenti e associazioni che oggi, 3 luglio, giornata di mobilitazione internazionale, scenderanno in strada per ribadire la propria solidarietà alla Grecia.

L’ANPI di Colle Val d’Elsa dice OXI.

Siena: https://www.facebook.com/events/1623544317924773/
Firenze: https://www.facebook.com/events/390587747800539/

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Un giorno, la vita mi colpì così forte che mi insegnò a resistere.

Dolores Ibárruri, la Pasionaria

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MM2015: programma

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La figura di Miguel Hernandez è imprescindibile per chiunque abbia avuto a che fare con l’impegno antifascista nella guerra civile spagnola. Pastore, poeta, cantore degli ultimi e dell’orgoglio di una Repubblica fatta non di sigle e cerimoniali, ma di lavoratori, soldati, fabbriche, campi e trincee.

La sua poesia Vientos del pueblo divenne il canto dell’orgoglio repubblicano nella guerra civile, un’ode alla Spagna e al coraggio di coloro che combattono per la propria libertà. Nel 1970, più di trent’anni dopo, al di là dell’oceano alcuni dei suoi versi risuonarono dalla chitarra di Victor Jara, un altro cantore degli ultimi, poi torturato e ucciso dai militari di Pinochet.

Miguel Hernandez morì in prigione nel 1942, dopo esserne entrato e uscito diverse volte a partire dal 1939, quando i franchisti presero il potere in Spagna. Prima condannato a morte, poi a trent’anni (per le pressioni di diversi intellettuali) fu trasferito da un carcere all’altro, fino a che non si ammalò di bronchite, tifo e tubercolosi. Scrisse i suoi ultimi versi sul muro della cella:

Addio fratelli, compagni, amici.
Congedatemi dal sole e dal grano.

Il giorno esatto della morte è il 28 marzo 1942. Precisamente due anni dopo, in provincia di Siena, sul Montemaggio, i fascisti trucidarono 19 partigiani. Nessuna rivelazione, o pretesa di significato nascosto, dietro questo accostamento. Semplicemente una coincidenza di date che unisce, per puro caso, due ferite e due simboli.

 La prima proiezione di Memorias sarà a Montemaggio, durante il Festival Resistente, la sera del 30 maggio.

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Se muoio, che muoia
con la testa ben alzata
Morto e venti volte morto,
la bocca contro la gramigna,
avrò i denti stretti
e la barba precisa.

Cantando aspetto la morte
poiché ci sono usignoli che cantano
sulla punta dei fucili
e in mezzo alle battaglie. 

(da Vientos del pueblo, Miguel Hernandez)

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Non ci pare “reato” pubblicare la notizia delle celebrazioni dell’Eccidio riferendo che esistono anche altre interpretazioni della drammatica vicenda. Con l’occasione dispiace dover segnalare che nella stessa Anpi ci sono frange di pericolosi intolleranti come coloro che hanno scritto sul sito intemet della sezione di Colle val d’Elsa parole offensive nei confronti del Corriere di Siena dimostrando così di non aver appreso la lezione della Resistenza e, tanto meno, quella del famoso pensiero di Voltaire. Il messaggio della Liberazione è proprio questo: rispettare le idee di tutti. E Meoni, in questa civile lettera, dimostra di averlo capito. Qualche suo iscritto, no.  

(Corriere di Siena, 5 aprile 2015 - Qui, l’articolo completo)

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Primo pensiero. Da parte nostra, a questo punto, ringraziamo le (pensate buffo) centinaia di “pericolosi intolleranti” che in questi giorni hanno apprezzato, condiviso e rilanciato la nostra presa di posizione, a partire dal sito e dalla nostra pagina facebook.
Li ringraziamo perché, anche se ignorano platealmente gli insegnamenti della Resistenza e di Voltaire (“disapprovo quel che dici, ma difenderò etc. etc.”; sì lo sappiamo, non è di Voltaire, ma che ci volete fare?), si vede hanno avuto buon occhio nel discernere tra realtà e distorsione propagandistica della storia (o “altre interpretazioni della drammatica vicenda”).

Secondo pensiero. Oh, sia detto per la cronaca: ci dispiace rinunciare definitivamente alla speranza di ottenere la patente di “comprensione del messaggio della Liberazione“, concessa a discrezione del già citato quotidiano (che in passato non ha esitato a dare ampio spazio ai comunicati stampa e alle iniziative della sezione senese dell’Associazione di Promozione Sociale Casa Pound, autodefinitisi “fascisti del terzo millennio”, oltre ad altri articoli apologetici su esponenti variamente eroici del fascismo senese).

Terzo pensiero. Il Corriere di Siena? Ah, ecco…

Però appunto: il dottore ci ha prescritto un rigidissimo regime comportamentale: camminare molto, mangiare sano e non fare sforzi inutili, ragion per cui tagliamo corto la querelle col Corriere di Siena e diamo senz’altro il via alla campagna di autodenuncia #pericolosintolleranti.

Se anche voi – nostri iscritti, amici, compagni di strada del Festival Resistente di Montemaggio e di tutte le altre nostre iniziative – per scelta, ventura o perché costretti dal destino, siete finiti tra i pericolosi intolleranti della sezione ANPI colligiana, vi invitiamo a farvi avanti e mostrarvi per quel che siete alla pubblica opinione, con contributi scritti, visuali, sonori e quant’altro vi venga in mente.

#Pericolosintolleranti di tutto il mondo unitevi! (o no, è uguale)

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Nella foto: #pericolosintolleranti in un momento di riposo. Pochi istanti dopo avrebbero ripreso la loro consueta attività: offendere gli insegnamenti di Voltaire e la libertà di pensiero.

 

 

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Il giornale locale “Il Corriere di Siena”, alla vigilia dell’anniversario dell’eccidio di Montemaggio, pubblica un articolo in cui si vorrebbe attribuire la responsabilità della fucilazione (in cui morirono 19 partigiani) a Vittorio Meoni, fuggito di fronte al plotone d’esecuzione e per questo colpevole di aver fatto innervosire i fascisti che – evidentemente – non avrebbero avuto altrimenti la benché minima intenzione di sparare. L’articolo è anonimo, e ci pare giusto: difficile avere il coraggio di sostenere opinioni e ricostruzioni tanto inverosimili.
Qui sopra, invece, trovate due esagerazioni: accostare la parola “giornale” a Corriere di Siena e la parola “articolo” in riferimento a quel pezzo di immondizia parafascista.
In mezzo a tutta questa mediocrità, ci rallegrano il cuore le numerose e spontanee reazioni di sdegno che tanti cittadini hanno manifestato. Segno che la nostra comunità non dimentica la propria storia, né accetta provocazioni in questo senso. Lo ribadiremo domenica su Montemaggio e ogni volta che ne avremo l’occasione.

ANPI, sez. Colle di Val d’Elsa

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31 luglio 1942, esecuzione sommaria di civili sloveni nei pressi di Dane. Quelli che stanno per sparare sono soldati italiani. Eppure, ogni 10 febbraio qualcuno ripropone questa foto parlando di «plotone d’esecuzione titino» e «vittime italiane». È successo pure in una puntata di «Porta a porta», il 13 febbraio 2012.

Pensiamo che, in molti casi, si è fatto del giorno del ricordo un momento di sfogo “assurdo e antistorico” (come scrivono i Wu Ming nell’introduzione al post che stiamo linkando) di pulsioni revisionistiche, nazionaliste, nostalgiche e, persino, dichiaratamente fasciste. Abbiamo trovato molto utile, esauriente e di semplice fruizione l’articolo che linkiamo con cui Lorenzo Filipaz, triestino e figlio di un esule istriano, cerca di spazzare il campo da omissioni e visioni pericolosamente stereotipate. Sono 24 risposte ad altrettante domande sull’esodo istriano e sull’”ideologia” del giorno del ricordo.

Buona lettura

#Foibe o #Esodo? «Frequently Asked Questions» per il #GiornodelRicordo

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